Leo Fender, tranquillo uomo di campagna
Figlio di Clarence Monte Fender e di Harriet Elvira Wood, coltivatori d’arance, Leonidas trascorrerà la sua infanzia nella fattoria dei genitori insieme alla sorella Wilda Grey, aiutando il padre nei lavori agricoli. A 13 anni lo zio John West gli mostrerà una radio costruita in casa con pezzi di recupero e nascerà così l’interesse di Leo per l’elettronica.
Lui rappresenta il concetto dell’autodidatta, della persona più pratica che teorica, fatta di sperimentazioni e improvvisazioni.
Lui rappresenta il concetto dell’autodidatta, della persona più pratica che teorica, fatta di sperimentazioni e improvvisazioni.
A 16 anni, nel fienile familiare, si cimenterà nella costruzione di una chitarra acustica da cui non sapremo mai quali note effettivamente siano sortite, visto che questo strumento non l’ha mai imparato a suonare.
Sempre da perfetto autodidatta, durante gli studi superiori si dedicherà alla costruzione e alla riparazione di apparecchi radio senza peraltro mai aver frequentato un corso di elettronica. Anche in questo caso non ci sarà mai dato sapere quante volte la fattoria dei Fender sarà rimasta priva di corrente elettrica in seguito a qualche cortocircuito e quante volte tutta la famiglia Fender sarà dovuta andare a letto all’imbrunire, a lume di candela. Resta di fatto che questi piccoli indizi rivelano i due interessi latenti in Leo Fender: la chitarra e l’elettronica, quest’ultima sua effettiva grande passione. Prenderà qualche lezione di musica e pianoforte con scarso successo. Nel frattempo costruirà una radio e alcuni amplificatori che affitterà in cambio di qualche dollaro.
Come spesso le vicende umane di tutti i tempi insegnano, assai poco congruentemente con le proprie attitudini e desideri, nel 1928 Clarence Leonidas Fender si diplomerà in Economia al Fullerton Junior College.
Dopo gli studi, comincierà a lavorare come fattorino per la Consolidated Ice and Cold Storage Company di Anaheim e poi sarà promosso contabile senza comunque tralasciare le riparazioni radio in casa dei genitori.
Dopo gli studi, comincierà a lavorare come fattorino per la Consolidated Ice and Cold Storage Company di Anaheim e poi sarà promosso contabile senza comunque tralasciare le riparazioni radio in casa dei genitori.
Otterrà un piccolo contratto con un’orchestra da ballo di Hollywood e per questo, nel 1930, costruirà sei impianti d’amplificazione pubblica. Proprio in questo periodo conoscerà Esther Kloskyche che sposerà un anno dopo, il 1° agosto 1934.
Lavorerà come ragionere per il dipartimento autostradale dello Stato della California ad Highway San Luis Obispo. Poco dopo, a causa della cosiddetta grande depressione americana, Leo perderà il proprio lavoro e poi, contabile in una ditta di pneumatici, perderà ancora una volta il suo lavoro dopo solo sei mesi.
Lavorerà come ragionere per il dipartimento autostradale dello Stato della California ad Highway San Luis Obispo. Poco dopo, a causa della cosiddetta grande depressione americana, Leo perderà il proprio lavoro e poi, contabile in una ditta di pneumatici, perderà ancora una volta il suo lavoro dopo solo sei mesi.
Ma la sua grande passione per l’elettronica lo aiuterà ancora. Tornato con la moglie a Fullerton, con seicento dollari presi in prestito, deciderà d’aprire un negozio di riparazioni radio, il "Fender's Radio Service". Qui riparerà e venderà radio nel periodo in cui l’America era ormai lanciata nell’innovazione tecnologica esplosa con la radio.
Fu questo il momento in cui Leo Fender si avvicinerà al mondo musicale, noleggiando e vendendo amplificatori per chitarre acustiche amplificate alle band musicali.
Nel 1979 la moglie Esther, purtroppo, morirà prematuramente di cancro.
Nel 1980 Leo si risposerà con Phyllis Dalton.
Leo Fender, quest'uomo dal viso tranquillo e bonario, alla fine morirà per insufficienza cardiaca conseguente al Morbo di Parkinson, a Fullerton nello stesso piccolo paese della California dove era nato e da cui non si era mai definitivamente staccato, in una giornata piovosa del Marzo 1991, dopo aver completato il suo ultimo prototipo e dopo aver detto a sua moglie Phyllis che ormai aveva dato tutto per i musicisti di tutto il mondo.
Non avendo figli, prima di morire si assicurò che G&L, la sua ultima azienda, sarebbe stata in grado di poter continuare a costruire senza vincoli e difficoltà le sue belle chitarre.
Fu questo il momento in cui Leo Fender si avvicinerà al mondo musicale, noleggiando e vendendo amplificatori per chitarre acustiche amplificate alle band musicali.
Nel 1979 la moglie Esther, purtroppo, morirà prematuramente di cancro.
Nel 1980 Leo si risposerà con Phyllis Dalton.
Leo Fender, quest'uomo dal viso tranquillo e bonario, alla fine morirà per insufficienza cardiaca conseguente al Morbo di Parkinson, a Fullerton nello stesso piccolo paese della California dove era nato e da cui non si era mai definitivamente staccato, in una giornata piovosa del Marzo 1991, dopo aver completato il suo ultimo prototipo e dopo aver detto a sua moglie Phyllis che ormai aveva dato tutto per i musicisti di tutto il mondo.
Non avendo figli, prima di morire si assicurò che G&L, la sua ultima azienda, sarebbe stata in grado di poter continuare a costruire senza vincoli e difficoltà le sue belle chitarre.
Il susseguirsi degli anni non vedrà mai emergere Leo Fender come musicista, come liutaio o come ingegnere, ma rimarrà l'autodidatta, sperimentatore, curioso, eclettico, geniale e instancabile, che rafforzerà con l’esperienza le sue molteplici competenze, avendo cura di circondarsi delle persone giuste.
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